giovedì 20 marzo 2014

Che cos'è per voi il Rhythm & Blues?

Viviamo in un'epoca in cui chiunque, utilizzando Wikipedia e Shazam, può facilmente trovare qualche informazione sul Rhythm & Blues e scaricare una manciata di brani famosi.

Ma che cosa rappresenta veramente, a livello emotivo profondo, il Rhythm & Blues?

Noi abbiamo recentemente trovato -nel numero 14 della rivista "Rhythm & Blues", uscito nell'Ottobre 1954- un articolo di Evelyn Robinson, che ci può ora servire come base, per rispondere a questa domanda.

Seguendo l'impostazione di Evelyn, il Ritmo è ciò che caratterizza un'attività regolare e costante, quale il ballare, camminare, lavorare o, addirittura, russare!

Il Blues, invece, è ciò che si ha nei momenti in cui ci si sente preoccupati, tristi o delusi, come quando, ad esempio, si pensa che il mondo sia troppo duro con noi.

Che cosa succede, però, se queste sensazioni negative vengono messe in musica?

Se il ritmo, l'armonia e la melodia non creano uno stacco, ma sono semplicemente il supporto dell'autocommiserazione, allora il brano che nasce contribuisce solo a farci sentire ancora più tristi.

Se, invece, questi sentimenti sono accompagnati da alcuni elementi particolari del Rhythm & Blues -come le spazzole della batteria che segnano un tempo insistente, un'armonia che cerca una soluzione o il timbro di un sax che esplora una scala- allora non vi è più solo un piangere su se stessi, ma ci si sente più immersi nel flusso della Vita.

Certo, ci si può sì sentire ancora "blue", ma in un modo molto differente, rispetto a quando si ascoltano altri generi: ora i piedi battono sul pavimento, la testa si muove e le dita della mano snappano a tempo, testimoniando che siamo in sintonia con ciò che ci sta succedendo.

Questa è la medicina, con cui il Ritmo cura il Blues.

Come esempio, Evelyn Robinson cita "Feel Like I Wanna Cry" di Dinah Washington, un brano dal testo certamente triste, ma che non risulta autocommiserevole.

Ascoltandolo, la reazione che esso mette in moto in noi è: "OK, questa è la Vita. Ma non ci lasciamo schiacciare e, anzi, continuiamo a giocare la nostra partita, con un'energia ancora maggiore!".