giovedì 29 maggio 2014

1952: "Juke" di Little Walter

Nel Blues vi è un vocabolario ormai consolidato, divenuto parte del linguaggio di molti Musicisti, per cui non è sempre facile capire dove un artista abbia attinto l'ispirazione per creare un capolavoro.

Altre volte, invece, la fonte di questa ispirazione risulta abbastanza evidente.

Nel 1952 giunse al primo posto delle classifiche Rhythm & Blues il pezzo strumentale "Juke", inciso da LIttle Walter, il giovane armonicista di Muddy Waters.

Little Walter aveva preso come introduzione le prime 12 battute di "Boogie", registrato quattro anni prima da Snooky Pryor, ma già nel secondo giro di Blues si era lanciato in un'improvvisazione allo stesso tempo contenuta ed energica, che avrebbe poi a sua volta fatto scuola tra generazioni di armonicisti.

La leggenda narra che Leonard Chess fosse incerto se pubblicare subito questo brano o tenerlo momentaneamente nel cassetto, però -mentre lo stava suonando con le porte dello Studio aperte- vide una donna ballare per strada e questo lo convinse a superare ogni indugio e a dare il via alla diffusione del disco.

Little Walter -la cui vita fu segnata da situazioni personali e sociali molto difficili- avrebbe poi inciso altri pezzi storici, prima di andarsene nel 1968, a soli 38 anni di età, probabilmente per i postumi di una ferita, subita durante una lite in un locale.

Viene ricordato come colui che per primo utilizzò le possibilità offerte dall'amplificazione, non solo per aumentare il volume del suo piccolo strumento -come fecero altri armonicisti dell'epoca- ma soprattutto per trovare un sound distorto e fortemente riconoscibile, da allora indissolubilmente legato al suo nome.

Comunque, in una nuova sezione del Blog dedicata al Blues, avremo l'occasione di parlare nuovamente di Little Walter e di molti suoi colleghi, che con il loro strumento hanno saputo dare voce a quanto di più profondo e umano vi è in noi.



lunedì 26 maggio 2014

1952: "The Train Kept-a-Rollin'" di Tiny Bradshaw

Per quanto riguarda il Rhythm 'n' Blues nel 1952, vi presentiamo un brano che ha avuto un seguito interessante nella storia della musica.

Si tratta di "The Train Kept-a-Rollin'" di Tiny Bradshaw, un Musicista che già aveva avuto una discreta carriera come direttore di Big Band durante l'Era Swing e che nel dopoguerra aveva contribuito a creare il sound tipico dei combo Rhythm & Blues.

Tiny Bradshaw -a differenza di molti Musicisti dell'epoca- aveva un'ottima formazione universitaria, che gli permise di conseguire una Laurea in Psicologia.

Però, a una professione più sicura, preferì il fascino della Musica e di una vita on the road, con tutti i rischi che il trovarsi quotidianamente a contatto con il razzismo dominante negli Stati del Sud comportava

Questo pezzo, inciso nel 1951, entrò in classifica l'anno successivo e contribuì a mantenere vivo il suo successo, anche se poi nel 1954 un primo infarto minò pesantemente la sua possibilità di esibirsi e di continuare la carriera musicale.

Tiny Braddshaw morì per problemi cardiaci nel 1958, ma questo suo brano gli sopravvisse e prese indirizzi che egli certamente non si sarebbe aspettato.

Infatti, "The Train Kept-a-Rollin'" era già stato registrato da Johnny Burnette due anni prima e il successo di questa incisione Rockabilly ha continuato a suscitare l'interesse di numerosi Musicisti, che hanno in seguito proposto arrangiamenti sempre più lontani dall'originale.

A me piace particolarmente la versione degli Yardbirds, ma forse sono di parte, perché questo gruppo negli Anni '60 era uno dei miei preferiti.

Infine, come esempio limite degli imprevedibili binari su cui questo "Treno" continua a rollare, vi presentiamo una versione live molto più recente dei Metallica...

R.I.P., amico Tiny!






venerdì 23 maggio 2014

Sun 197: "Boogie Blues" di Earl Peterson

All'inizio del 1954, Sam Phillips si era già cimentato con alcune registrazioni Country, ma -come gli era spesso capitato anche nel caso del Blues- il risultato era stato una Musica datata di almeno un paio di decenni.

"Boogie Blues" fu, invece, il primo tentativo della Sun Records di avventurarsi nel Country contemporaneo e, quindi, questo disco ha un certo valore storico, che ci ha convinto a inserirlo nel nostro Blog.

Dopo questa registrazione con Sam Phillips, Earl Peterson fece alcune incisioni con la Columbia e continuò a lavorare sia come Musicista, sia nel settore delle radio locali.

Morì nel 1971 e pare non abbia mai mostrato un particolare rimpianto per la sua esperienza alla Sun Records e per questo Singolo, di cui furono vendute meno di 3.000 copie.

"Boogie Blues" è un esempio di un Country che cerca sì di adeguarsi alla moda del tempo, ma resta pur sempre ruspante e non abbandona le proprie radici, mentre in seguito...

Verso la fine degli Anni '50, la Sun Records si incamminò sul terreno di un Country meno genuino, mirato al mercato Pop e reso sdolcinato dall'uso massiccio di coretti, che poco avevano a che fare con la storia di questa musica popolare, per cui...

Tutto sommato, continuiamo ad apprezzare questo brano di Earl Peterson che, oltre che piacevole, non ha snaturato la tradizione della Musica Popolare Americana..


lunedì 19 maggio 2014

1949: "River Stay Away from my Door" dei Syncopators e "If it is so Baby" dei Robins

Molti Gruppi Vocali passarono come meteore nel panorama discografico del dopoguerra.

Fu questo, ad esempio, il caso dei Syncopators, che fecero una sola seduta d'incisione nel 1949 e pochi mesi dopo si separarono.

Di loro ci restano due soli dischi e tre canzoni in tutto, tra cui questa deliziosa "River Stay Away from my Door".

Più fortunato fu il destino dei Robins, che -scoperti da Johnny Otis- ebbero una carriera discografica durata circa una dozzina d'anni.

Nel brano che vi presentiamo oggi, "If it is so Baby", spicca la voce da basso di Ulussus Nunn, che per noi è particolarmente accattivante.

Tra l'altro, questa incisione del Dicembre 1949 fu molto significativa, perché venne trovato il tempo per registrare anche una ragazzina tredicenne...

Quella Little Esther che tanto amiamo e che in quell'occasione debuttò proprio con The Robins in "Double Crossing Blues".

Quando pensiamo al destino amaro di Little Esther ci viene il magone... ma questa è un'altra storia, che pensiamo di raccontarvi in un prossimo Post.

Quindi, per ora ci limitiamo ad aggiungere anche questo suo bel brano di debutto, con The Robins e il quintetto di Johnny Otis.




giovedì 15 maggio 2014

1948: "Loch Lomond" dei Rockets

Per i Gruppi Vocali del 1948, ci limitiamo a un solo brano "Loch Lomond" dei Rockets, che però ci permette di fare alcune interessanti considerazioni.

Infatti, Loch Lomond è una melodia popolare scozzese, che risale al 1841.

Negli USA era già stata incisa, tra gli altri, da Benny Goodman, Woody Herman e Fats Waller ed era destinata a essere poi registrata una decina di anni dopo anche da Bill Haley.

La versione dei Rockets, che si trova storicamente e musicalmente a metà strada tra lo Swing e il Rock 'n' Roll, può essere utile per sottolineare ancora una volta ciò che stiamo continuamente cercando di affermare con questo Blog...

La Musica americana dagli Anni '20 a tutti gli Anni '50 è un continuo fluire, in cui generi musicali differenti si intrecciano e generano sempre qualcosa di nuovo, fondato sul passato, ma aperto verso il futuro.

Così, oggi vi presentiamo la versione di Benny Goodman -con la voce di Martha Tilton- e quella di Bill Haley, dal titolo "Rock Lomond", naturalmente inframezzate dall'incisione dei Rockets.

E inoltre, come antipastino, vi proponiamo pure la melodia scozzese originale, suonata alla cornamusa!

Buon ascolto.




lunedì 12 maggio 2014

The Prisonaires... E non è una Metafora!

Il numero 11 della rivista "Rhythm & Blues", uscito nell'Aprile 1954, dedicò ampio spazio al gruppo vocale The Prisonaires.

I gruppi vocali dell'epoca erano soliti prendere nomi evocativi, ma la particolarità dei Prisonaires è che essi erano veramente dei carcerati, che stavano scontando la loro pena nella prigione di massima sicurezza del Tennesse, per reati  molto gravi, che includevano lo stupro seriale e l'omicidio.

Però, per certi aspetti, la loro è anche una storia di redenzione.

Infatti, grazie alla Musica, riuscirono non solo ad acquisire una certa notorietà e a uscire saltuariamente di prigione per incidere ed esibirsi, ma anche a cambiare vita e- in alcuni casi- a reintegrarsi pienamente nella società.

Il loro successo maggiore fu la melodica "Just Walkin' in the Rain" del 1953, incisa per la Sun Records, che vi presentiamo per prima, affiancata da "All Alone and Lonely", dal ritmo più veloce e dalla marcata influenza Gospel.

The Prisonaires venivano accompagnati alle Serate da una sola guardia carceraria e mai approfittarono di questa relativa libertà per tentare la fuga. Anzi, quando una volta vennero "sequestrati" dai fans, fecero di tutto per ripresentarsi in prigione la mattina successiva.

Il Governatore democratico del Tennesse Frank Clement prese a cuore la loro situazione e li inserì in un programma avanzato di riforme carcerarie. Addirittura, li volle spesso a casa propria, in qualche occasione anche con Elvis Presley, che era un loro ammiratore.

Per darvi maggiori informazioni su questo gruppo vocale, includiamo la presentazione di un documentario su Johnny Bragg, che dei Prisonaires fu il tenore solista.

Particolarmente toccante in questo video è l'incontro -dopo tanti anni- tra Bragg e Edwards, il direttore della prigione, con cui si era stabilito un rapporto di stima e simpatia, e le parole di affetto da parte della sorella e del figlio del Governatore.

Ancora una volta, le storie reali della Musica e dei Musicisti si dimostrano umanamente più  ricche e complesse di certe letture ideologiche che, a partire dalla fine degli anni '60, abbandonarono il messaggio di Martin Luther King, per intraprendere la via della contrapposizione dura, senza mediazione.

Se anche voi siete affascinati dalla Musica dei gruppi vocali, non perdetevi i Post che a essi stiamo dedicando in questa sezione del Blog.

E se vi interessa la storia musicale e umana degli Artisti che incisero per Sam Phillips, non perdetevi i Post della sezione La Sun Records dal 1952 al 1958.




giovedì 8 maggio 2014

Sun 193: "Come Back Baby" e "Chicago Breakdown" di Doctor Ross

"Come Back Baby" e "Chicago Breakdown" di Doctor Ross sono due dei nostri Boppers preferiti.

E anche Sam Phillips era una estimatore di Doctor Ross, che con chitarra, armonica, batteria  e voce curava i dolori del Blues...

La Musica di Doctor Ross si situa proprio in quel filone degli One Man Band, che da soli riuscivano a creare ritmi, armonie e melodie degne di una piccola Band.

C'è qualcosa di originale, primitivo e viscerale in questa Musica, che la rende senza tempo e, quindi, ancora oggi molto attuale.

Isaiah Ross non visse sempre e solo di Musica, Infatti, nel 1954 iniziò a lavorare nel Michigan per la General Motors, però...

Continuò a esibirsi e, in particolare, ebbe un certo successo in Europa, dove venne amato e apprezzato più che negli Stati Uniti.

Comunque, nel 1981 vinse un Grammy per il suo LP "Rare Blues" e in seguito riacquistò una certa popolarità anche nella madre patria, dove propose la propria Musica ancora per molti anni.

Morì nel 1993 e di lui ci restano diverse incisioni, che noi ascoltiamo sempre con grande piacere.

Vi lasciamo con i due brani del singolo Sun 193 e uno spezzone video, "Feel So Good", tratto da American Folk Blues del 1965. Buon divertimento!




lunedì 5 maggio 2014

1951: "I'm Waiting Just For You" di Lucky Millinder e "Long Distance Call" di Muddy Waters

Nel Post precedente, abbiamo ascoltato "Rocket 88" di Jackie Brenston. un pezzo proiettato decisamente verso il Rock 'n' Roll.

Però, nella classifiche Black del 1951, vi era ancora spazio per brani che affondavano decisamente le proprie radici nel passato.

E' questo il caso di "I'm Waiting Just For You" di Lucky Millinder, con le voci di Annisteen Allen e John Carol.

Lucky Millinder era stato particolarmente attivo nel traghettare lo Swing delle Big Band verso il Rhythm & Blues di formazioni più ridotte e nel 1951 era ancora in grado di offrire Musica di notevole livello.

Però, già l'anno successivo, Millinder abbandonò la scena musicale, per divenire rappresentante di alcolici e, durante le ore libere, chiromante.

Il secondo brano che vi presentiamo, "Long Distance Call" di Muddy Waters, è un Blues che per certi aspetti rimanda al Delta di 15-20 anni prima, mentre l'armonica di Little Walter, sebbene non ancora elettrificata, anticipa il blues urbano che avrebbe in seguito caratterizzato la musica nera.

E anche il basso di  Ernest Big Crawford oscilla tra alcuni tratti ostinati, tipici del Delta, e passaggi più moderni.

Il fascino della Musica sta anche in questo: la convivenza di aspetti diversi, che conservano il passato e aprono verso il futuro.

Nel 1951 erano ormai consolidati in classifica anche Gruppi Vocali come The Dominoes o The Larks, ma ad essi e al Doo-Wop stiamo dedicando una nuova sezione del Blog.

Quindi, come sempre, continuate a seguirci, perché anche i prossimi Post saranno particolarmente interessanti!




giovedì 1 maggio 2014

1951: "Rocket 88" e "My Real Gone Rocket" di Jackie Brenston

Iniziando a parlare dell'anno 1951, un Post deve certamente essere dedicato a "Rocket 88" di Jackie Brenston, che molti -tra cui Sam Phillips, che la registrò quando non aveva ancora fondato la Sun Records e la cedette alla Chess- considerano il primo pezzo Rock 'n' Roll.

Noi non crediamo che possa esistere il "primo" pezzo di un genere musicale, perché -come stiamo continuamente cercando di mostrare in questo Blog- vi sono fili rossi che percorrono la Musica e si intrecciano tra di loro, però...

A volte è bello seguire i miti fondanti di ciò che si ama!

Tra l'altro, la storia di "Rocket 88" ha tutte le caratteristiche giuste per fare entrare questo brano nella leggenda.

Come abbiamo detto in un Post precedente, "Rocket 88" venne "ispirato" da "Cadillac Boogie", che Jimmy Liggins aveva già inciso qualche anno prima.

Inoltre, il brano non sarebbe stato lo stesso, senza il contributo che il più esperto Ike Turner diede a Jackie Brenston. Anzi, The Delta Cats -a cui il disco venne attribuito- in realtà altri non erano che The Kings of Rhythm di Ike.

Che dire poi del fatto che Jackie Brenston, mentre dichiarava tutti i propri intenti bellicosi a bordo della potente macchina, era all'epoca ancora minorenne e dovette far firmare il contratto alla mamma?

Per quanto riguarda la caratteristica principale di questo pezzo -la forte distorsione della chitarra di Willie Kizart- essa fu in parte dovuta al caso.

Infatti, durante il viaggio verso Memphis, l'amplificatore cadde dal tetto della macchina -o forse fu rovinato dalla pioggia: a questo proposito, esistono versioni differenti- e Sam Phillips cercò di porvi rimedio artigianalmente, con qualche foglio di carta.

Il risultato fu quel suono distorto, che da allora venne ricercato e riprodotto in molte incisioni Rock 'n' Roll.

Quando sono alla Consolle, mi piace ogni tanto proporre "Rocket 88", anche se la reazione della Pista solitamente non è entusiastica.

E così, a volte mi chiedo se questo brano non abbia troppo testosterone per alcuni ballerini contemporanei, resi mollaccioni da certi  swinghettini bromurici, oggi maggiormente di moda...

Per completezza, vi proponiamo anche il sequel "My Real Gone Rocket", inciso da Jackie Brenston quattro mesi dopo e che è ancora più wild. Proprio come il sano Rock 'n' Roll deve essere!